Cooperazione Economica
I rapporti economici tra Italia e Olanda sono sempre stati particolarmente intensi e significativi. Olanda e Italia si posizionano reciprocamente tra i primi 10 Paesi per importanza in termini di interscambio commerciale. Questo dato è in linea con la vocazione dell’export italiano che è prevalentemente diretto verso i Paesi europei. Anche in termini di investimenti diretti la relazione tra Italia e Paesi Bassi appare significativa, anche se l’Olanda ha un flusso di investimenti verso l’Italia molto più cospicuo di quello di segno opposto.
Andamento dell’interscambio commerciale con l’Italia
L’Italia occupa la decima posizione tra i Paesi fornitori dei Paesi Bassi e la quinta come Paese importatore di beni provenienti dall’Olanda.
Secondo i dati pubblicati dall’Ufficio Centrale di Statistica olandese (CBS), gli scambi commerciali tra l’Italia ed i Paesi Bassi nel periodo gennaio-agosto 2011 hanno registrato un andamento abbastanza positivo, in linea con quella dei principali partner commerciali europei. Nel periodo preso in considerazione, l’interscambio complessivo di beni tra Paesi Bassi ed Italia è stato pari a 18,61 mld euro, di cui 13,15 mld di esportazioni olandesi verso il nostro paese (+11,3% rispetto allo stesso periodo del 2010) e 5,46 mld di importazioni dall’Italia (+16,0%). I Paesi Bassi hanno maturato rispetto all’Italia un avanzo commerciale di oltre 7,6 mld euro (quasi il 30% del surplus totale da loro complessivamente accumulato).
Nel periodo in esame, i settori che maggiormente hanno contribuito alla creazione del surplus in favore dei Paesi Bassi sono stati: il chimico-farmaceutico (1,94 mld euro nel periodo gennaio-agosto 2011, +24,1% in riferimento allo stesso periodo del 2010), la meccanica (1,8 mld, -19,7%), l’energetico (1,23 mld euro, +33,2%), e, seppur in misura minore, il manifatturiero (870 mln euro, +37,8%).
Per ciò che concerne invece i settori prioritari per l’export italiano, rispetto al comparto manufatturiero, si segnalano in particolare i settori tipici del "Made in Italy", quali abbigliamento (nel periodo gennaio-agosto 2011 pari a 5,7 mld, +10% rispetto allo stesso periodo del 2010), arredamento (1,8 mld, -1,2% rispetto al 2010), beni relativi all’industria tessile (2,2 mld, +14,1%); per quanto riguarda l’industria meccanica macchinari per l’industria (14,4 mld, +21,8%), autoveicoli e i mezzi di trasporto (12,2 mld, +23,4%), macchine per ufficio (16,6 mld, -4,4%); l’agro alimentare (21,5 mld, +18,7%).
Investimenti diretti esteri (IDE) bilaterali
Secondo i dati forniti dalla Banca Centrale dei Paesi Bassi (DNB), nel 2010 gli IDE italiani diretti in Olanda sono stati pari a 3.233 mln euro con una crescita del 27,2% rispetto all’anno precedente, mentre quelli olandesi rivolti verso il nostro Paese hanno anch’essi registrato un aumento dell’8,6%, in valore assoluto 19.462 mln euro. Ciò evidenzia il buon risultato dell’Italia sotto il profilo dell’affidabilità economico-finanziaria internazionale, in linea con le performance dei principali concorrenti mondiali. In ambito UE, l’Italia si configura come ottavo mercato destinatario di investimenti olandesi e come decimo investitore nel mercato locale.
Per quanto riguarda la distribuzione settoriale dello stock di capitali olandesi investiti nel mercato italiano, si registra una suddivisione abbastanza uniforme tra industria (45,8% per una quota di 8.913 mln di euro) e servizi (54,2%, 10.549 mln). Da notare che, nel settore dei servizi, il 70% delle somme complessivamente impiegate (10.549 mln) è stato assorbito da banche ed assicurazioni (7.448 mln).
Analizzando, invece, gli stock di IDE italiani nei Paesi Bassi, si nota che in questo caso la distribuzione è particolarmente sbilanciata a favore del settore terziario, nel quale sono impiegati complessivamente 2.111 dei 3.233 mln di euro complessivi, pari al 65,3%.
Presenza di aziende italiane nei Paesi Bassi e di aziende olandesi in Italia
La presenza italiana sul mercato olandese si caratterizza spesso per la scarsità di unità produttive autonome e le non trascurabili difficoltà di stabilimento nel mercato, dovute tra l’altro all’elevato costo della manodopera e degli immobili. La quasi totalità delle aziende italiane operanti in loco é rappresentata da imprese commerciali di importazione e distribuzione di prodotti italiani. A queste devono aggiungersi agenti e uffici di rappresentanza di imprese quali FIAT Auto, Iveco, Barilla, Ferrero, Segrafredo, Lavazza, Luxottica, Alitalia, Perfetti-Van Melle e alcune holding finanziarie di importanti imprese italiane (ENI International Holding BV, ENEL Investment Holding BV).
Nei settori tipici del "Made in Italy" ed in quelli in cui la competitività internazionale del nostro Paese risulta abbastanza elevata, meritano particolare menzione le imprese italiane operanti nel settore della moda come Armani, Benetton, Bulgari ed altri, quelle del comparto moto (quali Piaggio Vespa), dei servizi finanziario-assicurativi (Intesa-SanPaolo, Generali), dei trasporti (Merzario), del settore floro-vivaistico (Ciccolella) e dell’energia (ENI, Saipem e SNAM), nonchè quelle operanti nel campo dell’aviazione militare e civile (AVICO, Dutch Aero), dell’arredamento e degli elettrodomestici, con marchi italiani di fama mondiale quali Molteni, Arclinea e Artemide, Indesit, Zanussi e Zoppas (queste ultime due presenti attraverso la loro controllante Electrolux), concentrate prevalentemente nell’area a piu’ alta "specializzazione commerciale" compresa tra Amsterdam, Utrecht, l’Aia e Rotterdam, nota come "Randstad".
Quanto alle unità produttive italiane operanti nel Paese, si segnala la Danieli/Corus Technical Services B.V., joint-venture al 50% con sede a IJmuiden, la AGPO Ferroli, con sede a Breda, attiva nel settore delle apparecchiature per riscaldamento, e la Prysmian Group con sede legale ad Amsterdam.
In relazione alla presenza olandese in Italia si segnalano: Shell, Akzo Nobel, ING Direct, Unilever, Heineken, Nutricia, Philips, TNT Global Express, Agrico e DSM.